Le leggende storiche sono delle inaspettate realtà concrete

 

L'antico Stanley Hotel (USA)
Le leggende storiche sono delle insapettate realtà concrete.
Vi farò viaggiare in America andremo a visitare lo Stanley Hotel, in Francia andremo a conoscere la vera storia di Victor dell’Aveyron, il bambino selvaggio e in Italia andreamo alla scoperta dei luoghi di San Galgano che sono l’Abbazzia cirstercense e La Spada nella Roccia.

I luoghi che hanno fatto la storia

Le leggende storiche sono delle inaspettate realtà concrete, per gli addetti ai lavori come gli archeologi, gli storici, i promotori della cultura che sono sempre alla ricerca della verità sui reperti storici.
Dal canto suo, la cinematografia, le fiabe, il teatro sono degli ottimi deterrenti per incrementare queste realtà.
Il mondo ci insegna ha guardare sempre con occhi nuovi.
In questo articolo tratterò alcuni luoghi, alcuni personaggi che fanno parte di leggende storiche molto ben documentante nei libri e nella cinematografia, ma attraverso nuove scoperte fatte con i moderni mezzi tecnologi tuttociò non è più fantasia ma un’inaspettata realtà.
Andremo a scoprire le bellezze territoriali e i loro abitanti delle diverse Nazioni, vi farò viaggiare in America visiteremo lo Stanley Hotel, poi andremo in Francia e conosceremo la vera storia di Victor dell’Aveyron, il bambino selvaggio e infine andremo in Italia a conscere i luoghi di San Galgano che sono l’Abbazia cirstercense e La Spada nella Roccia.
Siete pronti per il viaggio? Bene, buona lettura!

Stanley Hotel

Ad Estes Park in Colorado c'è lo Stanley Hotel (USA)

Stanley Hotel – Ghost- Clorado-USA (1909)

Stanely Hotel è composto da 140 stanze di stile neo-gerogiano ad East Park in Colorado.
Fu costruito da Freelan Oscar Stanley della Stanley Streamer, fu inagurato il 4 luglio 1909 con un ricevimento da favola. Al ricevimento furono invitati diversi ospiti illustri che erano noti nella sociètà dell’epoca come le Stars di Hollywood, la superstite Margaret Brown del naufragio della RMS Titanic, il compositore e direttore della banda musicale statunitense John Philip Sousa, il politico statunitense e poi presidente degli Stati Uniti Theodore Roosvelt, i cogniugi imperiali del Giappone.
L’hotel e le terre circostanti Rocky Mountain National Park, Rockies sono registrate presso il National Register of Historic Places.
Allo Stanley Hotel hanno soggiornato persoanggi famosi delle letteratura mondiale come Stephen Kin, che ha soggiornato nella stanza 217 nel 1973, la notte prima della chiusura del hotel per il periodo invernale. Stephen King si è ispirato proprio allo Stanley Hotel per creare le pagine del terrore dell’Overlook Hotel del suo famoso romanzo il thriller-horror Shining che fu pubblicato nel 1977.

 

The Shining- regia StanleyKubrick-1980

Il brivdo continua, con il film omonimo The Shining (Shining), Diretto da Stanley Kubrick, cosceneggiato con Diane Johnson dell’anno 1980 con il magnifico attore protagonista
Jack Nicholson.
Lo sapevate dell’esistenza della miniserie tv Shining del 1997 ?
Ebbene sì, hanno riadattato il romanzo, sotto la supervisione di Steven King, è stato diretto da Mick Grarris.
Se credete ai fantasmi, lo Stanley Hotel fa a caso vostro.
I viaggiatori che vi hanno soggiornato sono convinti di presenze ultraterrene come è nella foto, né il programma tv Ghost Hunter trasmesso dal canale Syfy, mentre in Italia nel 2013  fu trasmesso sul canale DMAX con il nome Cacciatori di Fantsmi: TAPS e  né poi nel 2010 la troupe Ghost Adventure non  hanno saputo confutare i sospetti sui fenomeni paranormali.
Si dice che la paura fa novanta, alla fine qualcuno ha ipotizzato che il problema fosse la composizione geologica del terreno, il Rocky Mountain Paranormal ha contattato
l’US Geological Survey, per accertamenti sul sito, ma gli scienziati non hanno rivelato nulla d’insolito.
Per rivivere il passato volete soggiornare allo Stanley Hotel?
Sappiate che lo potete fare.
I proprietari hanno delle ottime proproste d’intrattenimento per gli ospiti come ad esempio il percoso turistico per visitare l’hotel con i racconti sulla sua storia, potreste essere intrattenuti dal mago illusionista Aiden Sinclair il suo spettacolo dura 90 minuti.
Se siete amanti della natura  potete vivere delle piacevoli avventure attraverso alcuni pacchetti offerti dall’hotel, così da poter ammirare il magnifico paesaggio incontaminato del Rocky Mountain National Park e svolgere attività di arrampicata, picnic, pesca, sci di fondo e molto altro. Il posto è conosciuto come una “strada panoramica del mondo” e al livello nazionale come una “All-American Road“.
Buona permanenza.
Questo link è il Sito Ufficiale dello Stanley Hotel: http://www.stanleyhotel.com/

 

Victor dell’Aveyron, il ragazzo selvaggio

In Francia la storia vera di Victor dell'Aveyron

Victor dell’Aveyron, il ragazzo selvaggio- Francia

Victor dell’Aveyron, il ragzzo selvaggio fu trovato nel 1797 da alcuni taglialegna nella foresta della Caune. Vagava nudo e aveva difficoltà a restare erretto, non sapeva parlare e si pensò che era sordomuto.
Nel 1798 fuggì nuovamente ma fu riacciufato, venne affidato ad una vedova.
Nel 1799 nel periodo invernale, il giovane scoppò da quel posto, in quell’arco di tempo riuscì a sopravvire cibandosi di erbe, di patate, di bacche. Alla fine lo ritrovato che vagava al confine del Tarn all’Aveyorn.
Nel 1880 riuscirono a catturalo definitivamente, si era rifuggiato nella bottega del tintore Vidal.
Nella sua vita dolorosa, fu affidato a diversi istituti sotto la guida di esperti medici per essere esaminato come Pierre Joseph Bonnaterre, poi sotto l’antropologo e naturalista Julien-Joseph Virey, poi sotto il pedagoga Jean -Marc- Gaspard Itard fondatore della pedagogia speciale lavorava con i ragzzi sordomuti , è un pionieristico perchè apre la strada per la psichiatria infantile a Parigi e infine lo ha studiato il psichiatra Philippe Pinel.
Il nome Victor glielo mise il Dottor Itard dopo che aveva capito che il bambino reagiva al suono della esclamazione “oh” , quindi il nome fu scelto per questo motivo, anche per il ricordo della rappresentazione al dramma Victor ou l’enfant de la forêt di François Guillaume Ducray-Duminil del 1796.
A mio giudizio, il cognome Dell’ Aveyorn è stato scelto perchè rappresenta l’ultimo luogo dov’è stato ritrovato il ragazzo.
Purtroppo i progressi di Victor furono minini, visse vicino all’istituto dei sordomuti con la signora Guérin, il giovane ebbe una pensione statale.
Da questa tragica storia realmente accaduta è nato un film in bianco e nero dal Titolo Il ragazzo selvaggio (L’elefant sauvage) dell’Anno 1970 Diretto e Interpretato da François Truffaut.
Il film è tratto dalle Memorie et rapport sur Victor d’Aveyron di Jean Itard.
Truffaut s’immedesima nella parte del medico Itard in modo eccelente.
Il bambino scelto per il ruolo principale aveva origini gitane e si chiamava  Jean-Pierre Cargol, non era pratico con il mondo del cinema  per questo motivo la sua naturalezza colpì molto il regista che lo predilì.
Il protagonista riuscì a immedesimarsi alla perfezione nel ruolo di Victor, per merito del gran lavoro fatto  dietro le quinte da Truffaut per fargli capire come interpretare le scene, ad esempio per le scene più difficili si usavano dei paragoni.
Il film di Truffaut è un capolavoro andrebbe visto tutto, ma vi propongo un’assaggio su questa tematica di educare un bambino che è vissuto in cattività nella giungla allo stato brado senza una guida educativa e una figura familiare adeguata.
Victor è un’eroe e sta ora cercando di adeguarsi alle regole della società, grazie al Dott. Itard.

 

La pellicola ebbe diverse premazioni come nel 1970, il National Board of Review Adwards: miglior film straniero, miglior regista e molti altri premi.
Nel 1987 è stata esposta una statua di balsamato dell’artista contemporaneo Rémi Coudrain in memoria di Victor in place du Fort a Saint-sur-Rance.
Questa storia che favola vi ricorda? Bravi Il libro della giungla (The Jungle Book), nel 1894,di Rudyard Kipling e poi fu realizzato il film d’animazione con lo stesso Titolo: Il Libro della giungla (The Jungle Book) del 1967, Diretto da Wolfgang Reitherman, il Produttore: Walt Disney, Casa di Produzione: Walt Disney Production.
Se volete approfondire questa storia vi segnalo alcuni libri interessanti:

  • T. C. Boyle (cur.),(2012), Il ragazzo selvaggio, Feltrinelli
  • Jean Itard (2017), Mémorie et Rapport sur Victor de l’Averyon, Essais

La spada nella roccia

Eremo di Montesiepi - La Spada nella roccia

Realtà: La cappella di San Galgano- La Spada nella roccia – Italia

La spada nella roccia è conosciuta da tutti grazie alla cinematografia mondiale che ha narrato le storie attraverso i  film celebri come il Film d’Animazione  La Spada nella Roccia (The Sword in the Stone) dell’Anno: 1923 diretto da Wolfgang Reitherman e Prodotta dalla Walt Disney Production, o il Film Arthur & Merlin-Le origini della leggenda dell’Anno: 2015 Diretto da Marco van Belle, o la Serie Televisiva inglese Merlin Ideata da Julian Jones, Jake Michie, Johnny Capps, Jiulian Murphy, degli Anni 2008-2012 e trasmessa dalla BBC One e in Italia da Italia1 della Mediaset.
La leggendaria storia ammirata da tutti è una realtà concreta e si trova in Italia, nella regione Toscana la terra di Dante Alighieri, alcune opere di Leonardo Da Vinci, di Roberto Benigni, di Leonardo Pieraccioni, di Giorgio Panariello, di Carlo Conti.
In questo luogo incantato, bisogna andare a visitare due bellissimi posti in memoria di San Galgano che sono l’Abbazia cistercense o Abbazia di San Galgano e la Spada nella roccia di San Galgano.
Ebbene sì, nell’ermo di Montesiepi c’è la famosa e leggendaria La Spada nella roccia di San Galgano e forse la storia di Re Artù e la Tavola Rotonda non sono coincidenze, ma sono due avvenimenti collegati tra di loro. Per questa ipotesi ci sono studiosi che cercano la verità attraverso delle reali e già esistenti testimonianze scritte, in tempi lontani.

L’Abbazia cirstercense

A Chiusdino l' Abbazia gotica -Italia

Abbazia cistercense in Toscana-Italia

L’Abbazia cistercense conosciuta come Abbazia di  San Galgano, si trova a 30 km da Siena, nel comune di Chiusdino in Toscana, come potete ammirare ha un’archettura imponente con caratteristiche gotico-cistercense.
Dopo la morte di San Galgano, nel 1185, il Vescovo di Volterra Ugo Saladini fece edificare una cappella, poi il suo successore il Vescovo IIdebrando Pannochiesi volle edificare un vero monastero. San Galgano negli ultimi anni della sua vita entrò in contatto con i  monaci Cistercensi.
I monaci cistercensi, conosciuti anche come monaci bianchi, furono chiamati per fondare una nuova comunità monacale.
Nel 1218 iniziarono i lavori dell’abbazia nella sottostante piana della Merse, i lavori furono svolti grazie alle donazioni, ai lasciti, alle numerose concessioni ecclestiche che gli permisi d’entrare in possesso dei beni delle abbazzie benedettine, la sua fortuna continuò grazie alla protezione degli imperatori come Federico II e del Papa Innocenzo III.
Nel 1228, i lavori furono conclusi e l’Abbazia fu consacrata.
Nel XIII secolo l’Abbazia di San Galgano era la più potente fondazione cistercense della Toscana.
La grande ricchezza dell’Abbazia portò i monaci ha divenire molto influenti in ambito econnomico e culturale, questa situazione spinse la Repubblica di Siena a stringere forti legami con la comunità.
La Repubblica di Siena dette importanti incarichi ai monaci come per esempio costruirono un acquedottio che dalla valle della Merse doveva portare l’acqua a Siena, tra gli operai c’era il monaco Melano che stipulò un contratto con Nicola Pisano per realizzare il celebre pulpito della cattedrale.
Un altro monaco da ricordare è Ugo per essere stato il primo di una lunga serie di monaci, ad essere nominato come carmelengo di Biccherna, nel 1257, cioè responsabile dell’erario della Repubblica.
Il XIV secolo fu un periodo buio tra la peste, la carestia, i saccheggi avvenuti anche per mano di Giovanni Acuto, tutta questa situazione porto quei pochi monaci rimasti a trasferirsi a Siena dove avevano fatto edificare il Palazzo di San Galgano, lasciando incostudito il monastero.
Iniziò una piccola guerra tra la Reupplica di Siena e il Papato, per il patrimonio dell’Abbazia.
Intorno al 1500 l’Abbazia fu data in gestione ad un monaco che purtroppo non fu ingrado di amministrarla, creando ancor più danno.
Nel 1577 furono avviati inutilmente dei restauri per arginare il degrado, ma fu inutile.
Nel Settecento l’Abbazia incontrò numerose difficoltà, alla fine venne sconsacrata e abbandonata.
Nell’Ottocento si tentò un restauro e il tutto fu documentato con un enorme studio storico e con le fotografie eseguite dai Fratelli Alinari di Firenze.
Nel 1924 si pensò d’intervenire con un restauro consevativo ad opera di Gino Chierici, che utilizzava il metodo di John Ruskin padre del restauro conservativo, consolidando solo ciò che rimaneva del monastero.

Cappella di San Galgano a Montesepi

Montesepi- La Spada nella roccia

La Cappella di San Galgano a Montesepi

La cappella di San Galgano a Montesepi è una cappella cattolica di rito romano, nella località di Chiusdino, in provincia di Siena, nella regione Toscana.
In questo eremo vi è conservata La Spada nella roccia, la storia ci narra che Galgano Guidotti, lasciò la vita mondana per vivere da eremita e per sigillare il suo voto infisse la spada nella roccia.
Si festeggia  il santo il 3 dicembre, sappiamo che morì all’età di 33 anni nel 1181.
La fiaba della Spada nella roccia è sempre stata attribuita a Re Artù, che divenne il Primo Re d’Inghilterra perchè riuscì ad estrarre la spada dalla roccia.
Se la storia fosse un’altra o incompleta?
Cercherò d’indagare su questa realtà.

Chi è realmente Galgano Guidotti ?

San Galgano di Montesiepi la vera storia

San Galgano Guidotti e La Spada nella roccia

Galgano Guidotti nasce a Chiusdino (nasce nel 1148 e muore 1181), in provincia di Siena, da una famiglia di ceto alto, legati da rapporti di vassallaggio ai vescovi di Volterra.
Si hanno poche notizie sulla famiglia e sulla fanciullezza del giovane.
Galgano divenne cavaliere perchè la famiglia per tradizione esercitava la funzione ufficiale di tutela dell’ordine costituito, la mano armata del vescovo di Volterra per la protezione del paese e del distretto di Chiusdino. Il giovane era molto superbo e detito ai piaceri, ma la sua vita iniziò a cambiare dopo la perdita del padre e per opera di più di un’ apparizione mistica.
La prima apparizione di San Michele Arcangelo fu quando gli apparve in sogno al giovane e lo convinse ad arruolarsi nella “milizia celeste”, sette giorni dopo gli apparve in sogno per la seconda volta l’Arcangelo San Michele e accompagnò Galgano in un tempio rotondo al cospetto della Madonna, dei Dodici Apostoli, di Gesù e lo avrebbe invitato a costruire la chiesa secondo quel modello.
La madre cercò di cambiare il destino di suo figlio facendolo fidanzare con una giovane di Civitella, ma durante il viaggio per quel luogo (Civitella) nel periodo natalizio del 1180 Galgano ebbe una nuova esperienza mistica.
Per due volte il cavallo gli si fermò, Galgano allora pregò il Signore e quando torna in sella il cavallo lo condusse sul Montesiepe.
Sul Montesiepe cerca di fare una croce con una corda ma non non ci riuscì a taglairlaa, gettò la spada per terra e la spada si conficcò da sola nella roccia. Da quel momento nessuno riuscì ad estrarla.
Galgano utilizzò il suo mantello come saio.
Molti conoscono anche la versione in cuo si narra che Galgano riuncia alla vita di cavaliere votata alla guerra e si consacra alla vita da eremita con molta devozione. Galgano afferra la sua spada e la conficca nel terreno roccioso, così si rende conto che la spada è diventata una croce, quindi decide che da quel momento la sua vita cambierà ripudiando la violenza e intraprendere un percorso di fede.
Durante la sua assenza per un pelligranaggio, tre monaci cattivi cercarono di estrarre la spada invano allora la ruppero per oltraggio e furono puniti con la morte da Dio, tranne uno che perse le braccia e si salvò invocando Galgano.
Galgano si sentì in colpa per l’accaduto, ma Dio, lo consolò chiedondogli di ricomporre la spada posando la parte rotta sulla parte infissa nella roccia. Galgano eseguì e la spada si saldo più forte di prima. Galgano costruì un romitorio e lì visse tutta la vita tra le preghiere e le meditazioni.
Appena quattro anni dopo la sua morte, il Papa LucioIII lo proclamò Santo.
Nella chiesa di San Michele a Chiusdino è custodina la reliquia della testa di San Galgano.
Le mani del monaco ladro, salvato dal Santo, si trovano custodite in una teca all’interno della cappella di San Galgano di Montesiepi.
Per chi avesse dubbi sul San Galgano, sappiate che ci sono i documenti storici e analisi scientifiche fatte in laboratorio all’Università Chimica Generale di Pavia che dimostrano la veridicità dell’esistenza del Santo.
É risaputo che prima della nascita di Galgano i racconti di Re Artù non fanno trapelare l’esistenza della Spada nella roccia, la storia compare per la prima volta dopo la morte di Galgano nel poema su Merlino
di Roberto de Boron scritto intorno al 1220.
Da quel momento la storia sulla Spada nella Roccia diventa parte integrante della leggenda di Re Artù e poi ci sono gli scritti lasciati dai monaci cirstercensi che dopo la morte di San Galgano raccontano le loro versioni sulle prodezze di Re Artù e i loro racconti contengono l’aneddoto della Spada nella roccia.

Conclusione

In questo viaggio siamo andati in giro per il mondo a conoscere in modo diverso la realtà che ci circonda e a farci una nostra idea.
Le leggende, le favole, i libri, il cinema ci hanno resi questi miti indimenticabili, ci hanno fatto sognare. Quello che mi ha spinto ha indagare è la sete della conoscenza, è l’amore per l’avventura, la grande curiosità di capire e farmi la mia opinioni da condividere con chi leggerà e lascerà un commento in bacheca o sulle mie pagine social, su questi intramontabili posti in giro per il mondo che sono lo Stanley Hotel, Victor Dell’Aveyron, il ragazzo selvaggio, La Spada nella roccia  di San Galgano e l’Abbazia di San Galgano.
Non dimenticate mai di sognare l’impossibile perché diventa realtà!

14/01/2018

Lara Ceroni

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