Bologna: dall’occupazione alla rinascita

Bologna (Panoramica)

Bologna Panoramica

Bologna: dall’occupazione alla rinascita sono via del Pratello, dal ex cinema Arcobaleno alla rinascita del Modernissimo, il Virgolone del Pilastro.
Intervista alla Guest Star Ermanno Tarozzi ex direttore generale ACER-Azienda Casa
Emilia-Romagna di Bologna.  

Preambolo

In un altro articolo ho affrontato le tematica dell’occupazione abusiva della casa, attraverso la storia di un film italiano che ha radici in una realtà accaduta e proseguendo il mio articolo racconta come in certe capitali straniere l’occupazione abusiva degli edifici dopo anni di lotta oggi sono centri culturali e tratto anche altre tematiche.

In un altro articolo ho affrontato la città di Bologna decantandone le doti come luogo di mistero, di storia, di cultura culinaria contrapponendola a Pistoia e potete leggere l’articolo dal link:

https://aspassotralecomparazioni.it/2017/01/31/misteri-bologna-vs-pistoia/

Il nuovo entusiasmante argomento su Bologna riguarda i luoghi simbolo dell’occupazione e la loro rinascita, sono dei posti che negli anni sono entrati nell’immaginario collettivo delle persone, hanno cambiato la storia metropolitana della città sono via del Pratello, dal ex cinema Arcobaleno alla rinascita del Modernissimo, il Virgolone del Pilastro.
Per l’occasione ho intervistato l’esperto Ermanno Tarozzi ex direttore generale ACER-Azienda Casa di Bologna che ci illustrerà in modo semplice, la complessità del mondo dell’occupazione abusiva della casa con le sue leggi, le sue rinunce, le paure, un racconto
del Dott. Tarozzi commovente e istruttivo.

Via del Pratello

 

Bologna centro - Via del Pratello (al calar del sole)

Bologna centro- Via del Pratello

Quando giungi a Bologna per studiare, per lavorare, per fare il turista uno dei luoghi simbolo che i bolognesi o chi ci vive, ti fa visitare è via del Pratello nel pieno centro storico della città amata e odiata, decantata nei libri, nei film.

I libri più coinvolgenti da leggere su questa traversa sono il libro autobiografico
Il Pratello di Odetta Righi Boi, o il libro autobiografico La via del Pratello di
Emiddio Clemente
, o alcuni episodi che si svolgono in questa traversa possono esser letti nella collana dei libri L’Ispettore Coliandro di Carlo Lucarelli, poi reso immortale il personaggio Coliandro e la città bolognese attraverso il girato delle scene per la serie televisiva dei fratelli Manetti Bros trasmessa su Rai2.

Via del Pratello è una strada lunga appena 600 metri. Ma nell’immaginario collettivo è diventato un intero borgo, che comprende varie vie limitrofe: via De’ Marchi, via del Borghetto, via Paradiso,
via Pietralata, via della Grada, via San Rocco, via San Valentino, via Santa Croce, Via Calari, alle quali si aggiunge piazza San Francesco. Sono le strade dove camminano i bolognesi la sera muovendosi tra i vari bar, ristoranti, locali notturni o anche semplicemente chiacchierando sotto i portici.
Una delle vie più giovani e attive del capoluogo emiliano, che nasconde però un triste passato di degrado.

“In questo quartiere è nata anche la ribellione, la coscienza proletaria,l’antifascismo, la Resistenza.
Quartiere nero di fumo che tinge da sempre, gente con grandi macchie rosse nel petto e nello sputo.
Povertà antica, reliquia del diavolo, tana di malattie”.
Il Pratello-Odette Righi Boi

Nel libro autobiografico La notte del Pratello scritto da Emiddio Clemente detto Mimi, il frontman del gruppo musicale Massimo Volume, racconta che nei primi anni’90 si trasferisce da San Benedetto del Tronto a Bologna e ruota intorno ad una serie di personaggi che animano la via del Pratello.
Cercherò di non farvi lo spoiler del libro.
La vita al tempo di Mimmi, che popola la traversa è fatta di solitudine ma anche di delinquenza e alcuni cittadini vivono il dramma della disoccupazione, del precariato, del lavoro al limite della legalità.
L’autore illustra l’occupazione abusiva dei condomini con i loro pregi e difetti, ma anche la solidarietà delle persone di via del Pratello che è un aspetto distintivo nei riguardi dell’intera città di Bologna.
Quando i giornali che iniziano ad interessarsi del fenomeno delle case occupate, anche le autorità competenti iniziano a ristabilire l’ordine, in questo nuovo contesto arrivano a riqualificare il quartiere i nuovi esercenti commercialisti, notai, avvocati e i vecchi abitanti i più deboli e indifesi vengono spostati nelle zone di bonifica: la Beverara, il Serpentone della Barca, il Pilastro.
Queste sono alcune righe del libro che leggerete con molto coinvolgimento, un racconto con una narrativa incalzante ed energica.

Oggi via del Pratello non è tanto cambiata c’è la vita notturna studentesca, è ancora attivo il Circolo di Cultura Cesare Pavese, il Cinema Europa-Kinodromo, il 25 Aprile di ogni anno si festeggia Pratello R’Esiste, nei primi anni 2000 è nata una sottocultura chiamata hipster.
Gli hipster indicano quelle persone borghesi e istruite che mostrano di interessarsi a tutto ciò che non è mainstream, rifiutano le etichette e il consumismo, e si nutrono di tendenze controcorrente. Sebbene guardino ai loro genitori, hanno ben poco a che vedere con quella che era la vera lotta all’establishment, e mantengono più che altro un aspetto di facciata.
In realtà, oggi è un panorama che troviamo in molti ambienti metropolitani come quelli londinesi di Shoreditch.

Dal Ex Cinema Arcobaleno alla rinascita del Modernissimo

 

Sgomebro-ex-Cinema-Arcobaleno-Bologna

Sgomebro-ex-Cinema-Arcobaleno-Bologna

Nel 2011 a Bologna l’ex Cinema Arcobaleno fu occupato per quattro giorni dal collettivo
I ragazzi di Santa Insolvenza
nel proporre un nuovo spazio nel cuore della città tra l’angolo di via Rizzoli e piazza Vittorio Emanuele.
Per tre giorni dalla mattina alla notte l’ex cinema poté rivivere momenti di gloria tra la visione dei documentari, dei cortometraggi tutto in modo gratuito riscuotendo successo e visibilità giornalistica.
Il quarto giorno giunse lo sgombero della polizia.
Da quella suggestiva esperienza si volle dar vita ad un nuovo progetto,  un’associazione già dedita alla divulgazione del cinema indipendente con nuovi spazi condivisi, nel 2012 nasce Kinodromo con sede nello storico cinema Europa di via Pietralata, conosciuto anche come ex cinema Lumière.

“La sala cinematografica, per anni, è stata vissuta come un’esperienza collettiva di produzione sociale. Insomma nelle insegne dei cinematografi veniva sintetizzata una consapevolezza diffusa: il cinema è stata l’arte popolare per eccellenza del Novecento. E le sale cinematografiche erano luoghi dove si proiettavano storie di cuore e di cervello, verità e fantasie, sorrisi e interrogativi, e tante riflessioni sull’esistenza e sul mondo che ci circonda”. Valerio Monteventi

Come è stato reinvestito l’immobile che occupava l’ex cinema Arcobaleno?

Cinema-Modernissimo-Bologna

Cinema-Modernissimo-Bologna

Nel 2014, L’ex Cinema Arcobaleno, rinasce dalle ceneri come una Fenice e dà vita per la terza volta attraverso il recupero dell’immobile, che fa riaffiorare dal passato un’altra vecchia gloria bolognese il Teatro Modernissimo classe 1914.
Nasce un progetto realizzato dal Comune in collaborazione con Unindustria che affiderà il progetto alla Cineteca di Bologna.

Per il restauro sono già stati messi in campo 2 milioni e mezzo di euro provenienti dal Comune, Cineteca e Unindustria e scrivono in un comunicato Comune e Cineteca “si avvicina il raggiungimento dei 3,5 milioni previsti per i lavori”.

Avete presente la programmazione e proiezione estiva in Piazza Maggiore data dalla Cineteca con le diverse manifestazioni, sarà lo stesso in questo nuovo spazio del Cinema Modernissimo che potrà contare sulla collezione immensa della Cineteca.

Nel 2017 era prevista l’apertura, non è stata possibile, ma al suo posto sono state utilizzate le giornate del FAI per visitare la struttura accompagnate per l’occasione da Gianluca Farinelli il Direttore della Cineteca.

Nel giugno 2019 avverrà l’attesissima apertura del Cinema Modernissimo, lo ha annunciato Gianluca Farinelli il Direttore della Cineteca, lo spazio verrà adibito a sala cinematografica per  film d’epoca e moderni per 400 spettori, ci saranno laboratori, spazi espositivi, ristoranti.

Bologna non è fatta solo di bei siti in centro, per vedere un po’ di storia bisogna uscire dalle mura, percorrere i viali e giungere nelle periferie riqualificate come il Virgolone del Pilastro.

Il Virgolone del Pilastro

 

Bologna-Quartiere-Periferico-Pilastro-moderno

Bologna-Quartiere-Periferico-Pilastro-moderno

Il Virgolone del Pilastro è una delle periferie di Bologna conosciuta per i suoi palazzoni, per l’occupazione abusiva negli anni della costruzione e non solo, per l’occasione A Spasso tra le Comparazioni ha intervistato il Dott. Ermanno Tarozzi ex direttore generale ACER-Azienda Casa Emilia-Romagna di Bologna.
Questo luogo ha attraversato anni bui di cronaca nera con il periodo della Uno Bianca.
Dopo tanto dolore è come risorta grazie al video Serenata Rap di Jovanotti e da quel momento questa zona ha prosperato, in questo rione è stata trasferita la Scuola di Agraria e Veterinaria, sono nati il centro commerciale Parco Meraville e poco più distante il Fico Eataly World.

La terra di Bologna è ricca di uomini che hanno fatto
e cercano ogni giorno di dar voce alla città”. Lara Ceroni

Intervista Esclusiva alla Guest Star il Dott. Ermanno Tarozzi
sul Virgole del Pilastro (BO)

Ermanno Tarozzi

Ermanno Tarozzi

A Spasso tra le Comparazioni è lieta di presentarvi un interessante Intervista Esclusiva al Dott. Ermanno Tarozzi ex Direttore ACER-Azienda Casa
Emilia-Romagna di Bologna, è un uomo di cultura, molto disponibile e felice di farci partecipe dei suoi ricordi parlando di sé e con lui andremo indietro negli anni e scopriremo la nascita del Virgolone del Pilastro.
Per l’intervista sono stata ospitata dal Dott. Ermanno Tarozzi che mi ha accolto nella sua casa nella zona del centro storico di Bologna, è un bell’ambiente luminoso e ben arredata.

 Chi è il Dott. Ermanno Tarozzi?

Il Dott. Ermanno Tarozzi ha una lunga carriera alle sue spalle, iniziata con un diploma in Statistica all’Istituto di Statistica, poi una laurea in Economia e Commercio nella Facoltà di Economia e Commercio, presi entrambi a Bologna.
Il Dott. Tarozzi nel periodo degli studi decise di diventare l’assistente volontario del suo docente per un periodo di nove anni.
Tutti lo conoscevano per essere un uomo che s’impegnava nello svolgere il suo lavoro.
In seguito, il suo professore divenne Assessore e un giorno in un corridoio della scuola gli propose di lavorare con lui in Provincia perché il signor Ermanno gradiva occuparsi di statistica.
Il Dott. Ermanno e gli altri colleghi, in merito alle loro mansioni professionali lavorarono per l’ufficio studi della Provincia e venivano retribuiti a fatture economali.
In un’occasione il signor E. Tarozzi poté svolgere delle ricerche economiche-sociali sulla provincia di Bologna insieme ad altri colleghi a cui ne seguirono diverse, una pubblicazione fu raccolta nella Collana di Studi e Ricerche, a cura dell’Assessorato allo Sviluppo Economico, da quell’esperienza ne arrivarono delle altre, anche sotto la guida delle classi di altri docenti.
All’Università collaborò anche con il CNR per fare delle ricerche sullo sviluppo demografico e sociale dell’Emilia Romagna.
Per la sua bravura e la sua tenacia ha potuto svolgere altre attività: era nel consiglio gestionale (oggi sono gli amministratori sanitari) dall’Ente Ospedaliero S. Orsola; dopo tre anni il signor Ermanno è passato all’Ospedale Maggiore entrando come amministratore dell’unità locale, bisogna ricordare che le unità sanitarie locali gestivano  il tutto, si potevano svolgere queste mansioni sempre chiedendo l’autorizzazione al consiglio d’amministrazione del IACP.
Per quindici anni ha ricoperto il ruolo di Presidente del Collegio Sindacale della Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna.
Nel 1975 grazie ad un concorso è entrato in IACP (Istituto Autonomo Case Popolari), oggi ACER(Azienda Casa Emilia-Romagna), come Direttore Amministrativo poi come Direttore Generale dove rimase fino alla pensione.

Come si può definire una casa occupata abusivamente? 

Si definisce l’occupazione abusiva della casa che avviene in genere per le case di proprietà pubblica, ora case dell’ACER, dell’IACP quando si chiamava così, oppure di altri enti pubblici come ad esempio: il Comune.
Diciamo che  questo è il territorio di caccia abusiva, perché si va dove c’è il pubblico.
Si chiama abusiva l’occupazione perché avviene da parte di qualcuno che può essere una persona individuale o un gruppo di persone che fanno queste occupazioni mediante effrazione, cioè loro entrano sfondando una porta, così poi si insediano dentro alle case portando con sé alcune cose.
Il soggetto che compie quest’azione rimane lì finché non lo sfrattano.
Questa è l’occupazione classica, di cui anche oggi si sente parlare.

In molti quartieri di Bologna ci sono condomini dov’è stato affisso un foglio sul portone e si attesta che il condominio non è più agibile, ma come fa il Comune a sapere che è stato occupato?

Se la casa è ancora in costruzione la competenza per lo sfratto è dell’impresa che sta costruendo perché è responsabile della costruzione, della fabbricazione dell’edificio quindi è in  sua custodia. Quando parte la denuncia poi si aspettano che le procedure si esauriscono fino al momento dello sfratto.
Mentre per le occupazioni di case già finite, si viene a conoscenza attraverso i vicini o altre fonti, che ti avvisavano che stanno occupando una casa.

Quali sono le sorti dello sfrattato ?

Quando un alloggio viene occupato abusivamente, si inizia con il procedimento di sfratto dell’abusivo dello sfratto di persone morose seguendo un certo iter giudiziario, di solito ci sono degli Avvocati che fanno questo mestiere.
Quando procedi per lo sfratto abusivo agisci entrando in possesso del titolo esecutivo di sfratto e prosegui facendoti aiutare dalla Forza Pubblica con la presenza della Polizia o dei Carabinieri, ma dipende dal tipo di sfratto e dalla disponibilità, chiami i barellieri, gli Assistenti Sociali se la persona sta male, se c’è l’Ufficiale Giudiziario è il Delegato del Giudice che ha fatto il provvedimento, infine un rappresentante della proprietà che deve essere presente.
Quindi se siamo in presenza delle Forze dell’Ordine che sono state contattate in certi casi dall’Ufficiale Giudiziario, il compito ad esempio della Polizia è quello di intimare all’abusivo di uscire di casa, mentre gli assistenti sociali agiscono conoscendo la situazione o ipotizziamo se una persona abita con un familiare e va a occupare una casa abusivamente l’Assistente Sociale ti rimanda dal familiare e ti dice di aspettare il turno della graduatoria in modo lecito.
Oggi, se occupi una casa abusivamente questo diritto di graduatoria lo perdi.
Ogni occupazione ha una sua storia e una sua configurazione.

Oltre alle occupazioni singole, esistono quelle di massa?

Oltre alle occupazioni singole prima citate, esistono le occupazioni di massa fatte da gruppi organizzati che occupano quattro o cinque appartamenti e hanno più risonanza perché ne parla la stampa, tutto per avere anche un appoggio dell’opinione pubblica. Si ricordi che l’iter non cambia dall’occupante singolo a quello di gruppo.

Dott. Ermanno, ci può spiegare, chi sono le persone senza titolo?

Ci sono delle persone che abitano in alloggi senza averne titolo.
Ad esempio: Una persona fa parte di un nucleo familiare e il titolare dell’affitto era la mamma o il babbo.
Quando muore la mamma o il babbo, bisogna vedere se lui ha i requisiti per poter rimanere in quella casa e se effettivamente faceva parte del nucleo familiare oppure è entrato successivamente.
In questo caso si tratta di un occupanti senza titolo, anche quelli sono soggetti a sfratto.
La procedura è un po’ più lunga, anche per le opposizioni.
La situazione dell’occupante senza titolo è una situazione molto complicata da risolvere.
Anche se hai superato i redditi sei un occupante senza titolo, perché devi avere un determinato reddito per stare in una casa.
Oggi con la nuova Legge fatta da Elisabetta Gualmini  si è visto molto diminuire l’entità del reddito.

Qual era il suo ruolo Dott. Ermanno Tarozzi
nelle diverse vicende di sfratto verso l’occupante?

In certi casi il signor Ermanno Tarozzi in qualità di Direttore veniva chiamato direttamente dalla Forza Pubblica o dall’Ufficiale Giudiziario che erano lì presenti, perché bisognava prendere delle decisioni. C’era la necessità di decidere se procedere oppure no, attraverso le valutazioni di nuove indagini fatte sul posto sentendo anche i Servizi Sociali per eventuali nuove situazioni.
Dopo che si prendono delle decisioni intervengono le Forze dell’Ordine che con cortesia chiedono lo sgombero dell’immobile, ma se ciò non avviene lo si fa forzatamente.

Quale fu la causa e l’effetto dell’occupazione di massa nel Virgolone del Pilastro?

 

Primi-anni-70-Pilastro-Bologna

Primi-anni-70-Pilastro-Bologna

Siamo alla fine degli anni’70, a Bologna da tempo stava aumentando l’incremento demografico grazie agli emigranti del Sud Italia, questo aumento portò alla necessità di costruire dei nuovi palazzi in periferia, fuori dal centro storico.
Questa risoluzione, venne affidata ancora alla IACP, che scelse un ampio terreno dove sarebbe sorto il Pilastro, il suo nome deriva dalla presenza di un pilastrino che sorgeva su quel terreno.
Mentre stavano costruendo questi nuovi palazzi, lo scheletro di uno di questi stava prendendo una forma curva e qualcuno decise di denominarlo il Virgolone, lungo 400 metri.
In quel periodo durante i lavori di costruzione ci fu un occupazione abusiva di circa
200/250 famiglie che andarono ad occupare l’ultima parte dell’edificio si trattava di
50/60 appartamenti.
Invece di aspettare e rispettare le graduatorie per l’alloggio, ci fu un’occupazione abusiva del Virgolone, portando la ditta dell’epoca che stavano facendo i lavori a denunciare l’accaduto all’Autorità Giudiziaria, che sequestrò il cantiere ordinando lo sgombero e contattarono IACP in quanto il palazzo sarebbe stato di loro proprietà.

Il Dott. Ermanno ricorda quel giorno<<Correvano gli anni ’70, erano le 06:00 del mattino e pioveva, quando si decise di sgomberare il fabbricato.
Sul posto quando arrivai, ci trovai le camionette dei Carabinieri, l’operazione era guidata da un bravo Colonnello che riuscì a sgomberare il palazzo.
Il Colonnello si  mise d’impegno fino a sera a convincere le famiglie ad andare via, consigliando di sistemarsi dai parenti o in altri luoghi.
Il Colonnello, diede l’ordine di trasportare alcuni degli occupanti con i mezzi dei Carabinieri.
Rimasero circa 40 famiglie abusive, le quali furono dislocate in un edificio adibito a palestra, un bel edificio.
In questo edificio furono alloggiati le famiglie abusive e quel posto rimase occupato per molto tempo.
Da ricordare che il 
Pilastro non era un quartiere disagiato, anzi era un quartiere con tutti i servizi.
Questo episodio si risolse alla sera tardi pacificamente e non ci furono incidenti.
Ebbe una grande risonanza e perfino la stampa se ne occupò.>>

Ringrazio il Dott. Ermanno Tarozzi di avermi concesso gentilmente l’intervista, ho cercato di mettere in evidenza la sua professionalità lavorativa, poiché ci ha reso partecipe del suo vissuto emozionando l’ascoltatore e il lettore.
In ogni mestiere che si rispetti il Dott. Ermanno Tarozzi ci ha fatto capire tra le righe che ci possono essere dei lati belli o dei lati brutti che formano il carattere di un uomo.
Ho cercato di dare voce a tutte quelle persone ,come quella del Dott. E. Tarozzi, che per diversi motivi non sono mai ascoltate, invece, secondo me certe volte se si prestasse attenzione si potrebbe fare la differenza capendo meglio, forse, come nasce e si forma un quartiere con i suoi pregi e i suoi difetti.

La mia sete di conoscenza e di ricerca, dopo l’Intervista in Esclusiva sul Virgolone del Pilastro con il Dott. E. Tarozzi, mi ha dato modo di approfondire alcune tematiche sul quartiere Pilastro portando alla luce tre aspetti: uno negativo e due positivi.

  • Il primo aspetto negativo riguarda la Cronaca Nera

Banda della Uno Bianca (Pilasto- Bologna)

Banda della Uno Bianca

Vi ricordate, era il 4 gennaio 1991 quel giorno tutti i telegiornali e le testate giornalistiche informarono la Nazione che al quartiere Pilastro di Bologna ci fu un efferato eccidio causato dalla Banda della Uno Bianca, creando un mal costume della zona.
Da quell’episodio di Cronaca Nera, in questi lunghi anni sia la polizia e sia gli abitanti del quartiere ebbero tanto disagio e subirono ingiustamente delle maldicenze.
Col tempo tutto si aggiustò.

  • Il secondo aspetto riguarda una nota positiva la Musica

Singolo- Serenata Rap-Jovanotti-1994

Serenata Rap-Jovanotti-1994

Il noto cantautore, rapper e disc jockey italiano Jovanotti, pseudonimo di Lorenzo Cherubini, nel 1994, per l’Album Lorenzo 1994 per il singolo realizzò il video Serenata rap, al Pilastro.
Il video della canzone, fu girato all’interno del quartiere del Pilastro di Bologna,
Jovanotti
 è su di un ponteggio per lavare i vetri e canta alla sua bella:
“Affacciati alla finestra amore mio…”
.
Il video clip è stato trasmesso per molto tempo non solo in Italia ma anche in Europa e in Sudamerica, riscuotendo un discreto successo.

  • Il terzo aspetto riguarda una nota positiva sono l’Università, gli affitti per gli studenti, e la nascita dei centri commerciali

 

Fico-Eataly-World-Pilastro-Bologna

Fico-Eataly-World-Pilastro-Bologna

Come ben sapete la fama dell’Università fece diventare nei secoli passati Bologna la meta preferita per ospiti celebri e studiosi illustri.
Ancora oggi, questa tradizione continua per questo motivo il quartiere Pilastro è uno dei luoghi più richiesti per abitare fuori dal centro storico perché non è troppo lontano, ed è ben servita dagli autobus, gli affitti hanno un buon prezzo & qualità per gli studenti.
In questo rione è stata trasferita la Scuola di Agraria e Veterinaria, sono nati i centri commerciali Parco Meraville e poco più distante il Fico Eataly World.

Fine del viaggio

Siamo giunti alla fine del viaggio nella città di Bologna, vi ho raccontato come i luoghi simbolo dell’occupazione sono rinati come un Fiore di Loto a nuova vita, portando prosperità, ricchezza, divertimenti, cultura, per chi vive questa terra emiliana e ringrazio l’ospite d’onore
Ermanno Tarozzi.

13/05/2017

Lara Ceroni

 

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