Lo studio sul volo: da Leonardo da Vinci alla Tuta Alare con Emanuele Uli

Emanuele Uli - Tuta Alare- Volo nel cerchio di fuoco

L’uomo è stato sempre affascinato nel veder volare un animale. Il suo spirito libero ed intraprendente gli ha permesso di dedicarsi agli studi, conquistando alcune vittorie in questa disciplina wingsuit, così misteriosa e bella.
In ricordo dei tanti eroi per questa disciplina come Leonardo Da Vinci, Patrick de Gayardon, Emanuele Uli.

L'Antica Storia: Dedalo & Icaro

Mitologia Greca: Dedalo & Icaro

Il sogno di volare da Icaro a Leonardo da Vinci

Premessa
Nel XXI secolo lo studio del volo incanta e affascina le generazioni tuttavia non si hanno tutti gli elementi per evitare i rischi di morte in cielo.
L’uomo, nell’alzarsi in volo, stupisce lo spettatore e nel giocare con le correnti d’aria crea un braccio di forza con la natura divenendo un amico creando un equilibrio di genere.
In  questo articolo tratterò: la storia antica greca di Dedalo&Icaro, lo scienziato-inventore Leonardo da Vinci che studiò il volo degli uccelli infine vi condurrò nel magnifico mondo degli appassionati dello sport estremo della tuta alare o wingsuit in inglese. Con i primi esperimenti di Franz Reichlt, John Carta e Patrick De Gayardin de Fenaly, il quale ideò la  forma della sua tuta  che ricorda lo scoiattolo volante, con cui gli sportivi sfrecciano tra le montagne.
Questo articolo è dedicato alla memoria del grande sportivo atletico della disciplina wingsuit: Emanuele Uli.

“Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare”.

Leonardo da Vinci

Nella storia
L’antica storia ci racconta che Icaro era il figlio di Dedalo e Naucrate, una delle schiave di Minosse. Dedalo era un ottimo fabbro, come apprendista aveva Talo, figlio di Policasta, sorella di Dedalo. Talo a solo sedici anni creò la sega, distinguendosi dallo zio Dedalo riscuotendo successo. Dedalo iniziò ad essere geloso e ne provocò la morte, facendolo cadere dal tetto del tempio d’Atene. L’anima di Talo volò sotto forma di pernice, mentre il suo corpo fu sepolto dove fu ucciso. Policasta quando seppe della tragedia si impiccò e gli ateniesi eressero in suo onore un santuario presso Acropoli. L’Areopago condannò per omicidio Dedalo all’esilio. Dedalo scappando fu accolto nell’isola di Creta dal re Minosse che gli chiese di costruire un labirinto per il Minotauro. Poiché Dedalo era l’inventore del labirinto, il re non si fidava temeva che poteva rivelare alcuni segreti.
Il re Minosse ordinò che fossero rinchiusi  nel labirinto Dedalo e il figlio Icaro.
Con l’astuzia Dedalo, costruì delle penne e con la cera lì attaccò ai loro corpi. Il padre raccomandò al figlio di non avvicinarsi al sole (nella mitologia Febo), che avrebbe potuto scogliere la cera e inoltre di non volare troppo in basso perché le ali si sarebbero inumidite con i vapori del mare. Icaro e Dedalo si allontanarono dall’isola battendo ritmicamente le ali, i contadini e i pescatori che alzarono lo sguardo verso di loro li scambiarono per Dei. Malgrado gli avvertimenti del padre, Icaro non lo ascoltò facendosi prendere dall’ebrezza del volo, il calore fuse la cera facendolo precipitare in mare. Quando il corpo del figlio riaffiorò dalle acque, Dedalo lo seppellì in un’isola vicino, chiamata, ora Icaria. Una pernice appollaiata su una quercia lo osservò scavare una fossa squittendo di gioia: era l’anima di Talo, finalmente vendicata. Poi Dedalo volò a Cuma, in Campania, dove dedicò il tempio a Febo Apollo.
Nell’antica Grecia attraverso  il racconto su Dedalo e Icaro iniziamo ad avere un primo quadro conoscitivo sui rischi del volo, dove un padre premuroso spiega che volare troppo in alto ha delle conseguenze disastrose, mentre stare nel mezzo tra il cielo e il mare non può accadere nulla.
Il sogno di volare conturba l’uomo e nell’impresa di realizzarlo in Italia, nel periodo Rinascimentale abbiamo il geniale e curioso Leonardo da Vinci (Anchiano, 14 aprile 1452 – Amboiese, 2 maggio 1519), ingegnere, pittore e  scienziato, il quale lasciò ai posteri i suoi appunti nel Codice sul volo degli uccelli (1505), oggi custodito nella Biblioteca Reale di Torino. Libro: Codice sul Volo di Leonardo da Vinci

Codice sul volo di Leonardo da Vinci (1505)

Il poliedrico Leonardo da Vinci ebbe la fortuna a Firenze, di essere l’apprendista del Verrocchio sotto la corte dei Medici. Il suo talento lo portò alla conquista della fortuna, ma anche ad avere dei nemici.
Nelle sue lettere si definiva: Omo sanza lettere  poichè non conosceva il latino, ma non lo viveva come uno svantaggio infatti sosteneva che la più grande maestra fosse l’esperienza e non la parola. Per Leonardo era importante il contatto con la natura aveva rispetto degli animali e dei loro misteri, fin da giovane si interessò del movimento delle nubi, dell’acqua e del movimento segreto che permetteva agli uccelli di volare.
A Milano alla corte degli Sforza (1482), non si presentò a Ludovico il Moro come artista, ma come abile ingegnere  anche se non fu preso in considerazione per questo ruolo.

Leonardo era un uomo tenace.
Il pregio del suo carattere era quello di superare ogni limite.

Quando a Milano arrivarono gli invasori francesi, Ludovico il Moro fuggì in Germania, mentre Leonardo andò via dopo aver saputo che la statua del cavallo commissionata da Ludovico il Moro andò distrutta. Egli lasciò la città con il suo apprendista Salaì, ma apprese in prima persona che il successo era di natura effimera, soprattutto se legato agli imprevedibili risvolti della politica e fece ritorno a Firenze.
Nel 1482, Leonardo aveva mostrato un particolare interesse per lo studio dei meccanismi del volo degli uccelli, giungendo alla conclusione che essi non si limitano a sbattere le ali, ma stando ai suoi scritti, ad ogni battito c’è una spinta verso l’alto a cui segue una leggera rotazione dell’ala accompagnata dalla discesa. Egli sfruttò le sue conoscenze tecniche ed ingegneristiche per realizzare alcuni progetti di macchine volanti.

Verrà un giorno, in cui l’uomo potrà vibrarsi in volo se non sarò io a farlo volare, ci sarà qualcun’altro che realizzerà questo sogno”. Leonardo da Vinci

Verso il 1503 Leonardo si rese conto che le ali invece di essere mobili dovevano essere fisse, in questo modo le sue macchine avrebbero potuto volare. Questo progetto ricorda il moderno deltaplano.
Nell’era moderna le idee rivoluzionarie, il fascino dello scienziato-artista Leonardo da Vinci avvincono e queste parole sono un estratto del documentario: Diventare Leonardo da Vinci-Rai 2012 Leonardo3 documentario . Eduardo Zanon si è occupato del progetto dedicato al Codice sul volo degli uccelli di Leonardo da Vinci dicendo:“All’interno del piccolo quaderno del Codice del Volo di Leonardo, è un quaderno di solo diciotto fogli, non è solo uno studio sugli uccelli, ma un compendio di idee del massimo studio del volo che fece Leonardo.
Nel Codice del volo capita di non trovare neanche una macchina volante  per intero ma il progetto più avanzato di macchine volanti mai depositato da Leonardo. Tutto il corpo del pilota era impegnato nella guida della macchina volante, non solo le gambe e i piedi ma anche il busto. Leonardo descrive bene al foglio cinque retto ad esempio che l’uomo deve essere libero dalla vita in su per rispondere alle sollecitudini del vento.
Ad esempio la coda Leonardo non la disegna esplicitamente nel Codice, ma la conosceva bene.  Il pilota poteva governare la coda piegandola, svergolandola, (si dice tecnicamente), potendo navigare teoricamente nell’aria”
.
Tra la mitologia greca e la storia italiana stiamo apprendendo che ci sono stati uomini che per esigenze diverse hanno fatto uso delle loro doti intellettive partendo da un sogno impossibile, ma trasformandolo in una realtà quasi concreta: il sogno di volare.
Questi geniali uomini hanno portato le lancette dell’orologio molti secoli avanti ma ancora oggi c’è tanto da svelare.
La perfezione è una continua creazione in costruzione, affascina le menti più brillanti si capisce che nulla è definitivo ma tutto è in evoluzione. Così nei primi anni dell’900 Franz Reichelt ebbe il coraggio, con un pizzico di follia di  spiccare il folle volo come se fosse un uccello dalla Torre Eiffel con una particolare tuta.
Da questa impresa ci saranno nuovi elementi per giungere allo sport estremo con la Tuta Alare eseguita con tecniche e accorgimenti perfezionati e tanta adrenalina come per esempio il campione: Emanuele Uli.

 

Non mollare mai! L’espressività nel volare rende liberi

“Alla zampa di ogni uccello che vola è legato il filo dell’infinito”

Victor Hugo

Il sarto volante Franz Reichelt

Inventore Austriaco - Franz Reichelt

Franz Reichelt – Sarto Volante

Franz Reichelt (Vienna 1879 – Parigi 4 febbraio 1912), svolgeva come professione il  mestiere di sarto, aprì a Parigi un negozio molto elegante per signore francesi, mentre nel tempo libero era un inventore, per le cronache dell’epoca era conosciuto come il Sarto Volante perchè sviluppò una tuta-paracadute cioè una tuta che in caduta si apriva come un deltaplano per assicurare la discesa in modo dolce e sicuro.
Le idee di F. Reichelt ricordano le invenzioni di Leonardo da Vinci e le sofferenze di entrambi nel farsi riconoscere come geni-inventori, da tutte quelle persone che incontravano e potessero avere un apprezzamento su di loro. 

“Plus haut, plus vite, plus loin”. (Motto dell’Aéro-Club de France)

Reichlt collaudò il suo esperimento attraverso dei manichini riscuotendo sia successi che insuccessi.
Reichlt stimolato da un concorso dell’ Aéro-Club de France portò a compimento un prototipo del proprio paracadute che pesava venticinque chili, e con un’apertura alare di ben 12 m²,  per questo motivo chiese l’autorizzazione di valutare l’efficacia del paracadute direttamente sulla Torre Eifell  il 4 febbraio 1912 alle 7:00 del mattino.

Je veux tenter l’expèrience moi-même et sans chiqué [sic],car je tiens à bien prouver la valeur de mon invention”. Franz Reichlt 

Purtroppo non finì bene!
Il sogno di Franz Reichlt non si realizzò.
Come aveva chiesto il sarto l’evento fu ripreso dai suoi cari amici  e dai giornalisti.
All’indomani della tragica morte del sarto volante le autorità parigine vietarono di eseguire  altri esperimenti sulla Torre Eiffel.
Guarda il video:

 

Cosa spinge un uomo ad intraprende tali rischi per un’ideale ?
Perché all’epoca l’Aéreo-Club de France non collaborò con il pioniere per una buona tuta -paracadute ?
Sinceramente e purtroppo a queste domande non ho trovato nessuna documentazione che possa delucidare la mente umana ad una risposta anche la più banale, ma sensata.
 Nella storia: Franz Reichlt, Dedalo & Icaro, Leonardo da Vinci  si sono avvicinati  “Al grande sogno di spiccare il volo”.

 No Limits

 

“Nel momento in cui dubiti di poter volare,
perdi per sempre la facoltà di farlo. Il motivo per
cui gli uccelli, a differenza degli esseri umani, sono in grado di volare,
risiede nella loro fede incrollabile, perché avere fede vuol dire avere le ali”.
Sir James Matthew Barrie

I limiti sono nella testa, se ce ne liberiamo saremo in grado di vivere la vita in modo nuovo con tutte le esperienze che ci riserva la vita.
Sappiamo d’altronde che una parte di noi stessi è frenata e inebetita, si formerà una corazza che proteggerà la parte più vulnerabile e leale del nostro essere: la coscienza.
Sì, la coscienza che limita l’uomo nelle decisioni di qualsiasi entità per tracciare una strada più facile ma non così formativa e strutturalmente non motivante, ma solo sicura.
Gli sports estremi hanno uomini e donne che della coscienza ne hanno una buona opinione.
Gli sportivi del B.A.S.E. jumping non usano l’ incoscienza anzi  la utilizzano per le performance: lo studio, l’esercitazione e tanta adrenalina, ma i risultati sono sbalorditivi per lo spettatore.
Questi eroi incantano e fanno sognare le generazioni di appassionati e una gran fetta del loro nome rimane nel tempo oltre che le loro imprese straordinarie, il tutto condito dai contratti per gli spot pubblicitari come testimonial delle case produttrici di orologi come Sector No Limits con i loro meravigliosi spot o come la casa produttrice  della mini videocamera Go-Pro.

Il primo uomo No Limits è stato Giovanni Carta conosciuto come John Carta (Alghero,7 gennaio 1946 – Sacramento, 29 settembre 1990) è stato un aviatore e un paracadutista italiano naturalizzato statunitense.
Fu soprannominato The Birman (Uomo Uccello) è stato il pioniere del B.A.S.E. jumping.
John pilotava elicotteri e aeroplani, fece la guerra in Vietnam  guidando l’elicottero Bell UH-1 Iroquois, sperimentò alcune speciali alette, chiamate bat wings, che permise di prolungare la caduta con volo semi-orizzontale. 
Fu un reduce  decorato della guerra del Vietnam.
Vi ricorda qualcuno questo pioniere moderno ?
Giovanni Carta con la Tuta Alare

John Carta soprannominato The Birdman (Uomo Uccello)

Questo uomo d’imprese straordinarie ne ha compiute diverse, ma citerò quello che lo rese famoso.
Il 10 settembre 1981 fu il primo uomo ad atterrare con un paracadute sul tetto della Torre Sud del Word Trade Center, il New York Post gli dedicò la prima pagina. I poliziotti gli fecero pagare una multa di  50 dollari dopo averlo arrestato per paracadutismo illegale.  John ci riprovò nel 1987 a lanciarsi con il paracadute atterrando nei pressi  del Word Trade Center.

Il secondo uomo No Limits fu Patrick de Gayardon de Fenoyl (Oullins, 23 gennio 1960 – Isole Hawai, 13 aprile 1998), è stato un paracadutista francese di “paracadutismo acrobatico”. Considerato il pioniere della specialità dello skysurf, che prevede l’utilizzo di una tavola, simile a quella da snowboard. Oltre alle sue imprese divenne celebre al grande pubblico con lo spot televisivo della marca di orologi  Sector.

Paracadutista Acrobatico: Patrick de Gayardon de Fenoyl

Patrick de Gayardon de Fenoyl- Pioniere- Specialità- Skysurf

Patrick de Gayadon de Fenoyl ha una serie di record alle sue spalle, ma nel 1997 egli dedica tutto il suo studio e il suo tempo alla sperimentazione di un prototipo di sua invenzione: la Tuta Alare.
Negli ultimi tre anni aveva studiato il volo di una specie unica di scoiattolo del Madagascar, che era dotata di una sottile membrana che collegava le gambe anteriori, posteriori e la coda, scivolando da un albero all’altro.
La tuta di sua creazione è dotata di tre superfici alari, cucite direttamente al corpo della tuta stessa, per riempire lo spazio creato tra braccia, corpo e gambe divaricate.

Patrick  de Gayardon de Fenoyl -Sua-Ivenzione- Tuta Alare

Con questa tuta alare, la velocità di caduta libera orizzontale è di 140/150 chilometri all’ora, la velocità massima è di 180 km/h, mentre la velocità verticale è di 90 km/h. Con una caduta di 35 gradi e con un corpo inclinato in avanti a 20-25 gradi, si ottiene uno spostamento orizzontale superiore al verticale. La sua invenzione lo portò a risultati inimmaginabili: saltando da 400 metri fu in grado di muoversi orizzontalmente a circa 6 chilometri in poco più di 2 minuti.

“Patrick era assolutamente affascinato dall’aspetto della cultura
del paracadutismo. In particolare da questo collegamento, che
secondo lui esisteva tra il paracadutismo come viene vissuto
modernamente e il rito iniziatico del lanciarsi nel vuoto
interpretato dalle religioni antiche”.
Stefano De Benedetti

Nell’aprile del 1998 a soli 38 anni morì, si trovava alle Hawaii per sperimentare e migliorare la prestazione della tuta alare, ma ebbe un incidente durante un allenamento che lo portò alla morte, a causa del meccanismo di apertura del paracadute che non si aprì in tempo.
In ricordo di Patrick de Gayardon, guarda il video:

 

Terzo in classifica del Ginness World Records  No Limits della disciplina B.A.S.E. jumping  e a cui sto dedicando l’articolo è Emanuele Uli.

Emanuele Uli - Tuta Alare-

Emanuele Uli – Fenomeno del Web-Social

Emanuele Uli (Bolzano, 7 dicembre 1986 – Lauterbrunnen, 17 agosto 2016) è stato un paracadutista e B.A.S.E. jumper italiano. Emanuele segue le orme del padre, all’ età di 16 anni incomincia con il paracadute, in un secondo tempo è  passato al B.A.S.E. jumping e all’uso della tuta alare affermandosi con questa specialità è divenuto uno dei migliori interpreti di questa disciplina come professionista.
Nel 2010 vinse in Spagna il campionato di B.A.S.E. jumping, inseguito si specializzò in nuovi salti filmando i voli e pubblicandoli su YouTube, era diventato un fenomeno del web- social,ma anche il testimonial del marchio Go-Pro.
Le sue imprese raccontate con la telecamera postata sul caschetto ci ricorda tutte le sue realizzazioni  più spettacolari che sono: sulle Alpi Svizzere un salto attraverso una fessura nella roccia larga meno di 3 metri, quello realizzato nei pressi di Salorno, attraverso un cerchio di fuoco e a giugno si era lanciato a oltre 150 km/h lungo uno stretto canalone sulle Dolomiti.

Emanuele Uli - Tuta Alare- Salto nel Cerchio di Fuoco

Emanuele Uli- B.A.S.E. Jumping- Volo nel Cerchio di Fuoco

 

” Padre, ti ringrazio, specialmente per avermi
consentito di compiere questo 
volo.
Grazie per il privilegio che mi hai dato di trovarmi in questa posizione,
di stare qui in questo meraviglioso luogo che mi consente
di vedere tante cose stupenfacenti e meravigliose che tu hai creato.
(Preghiera mentre è in orbita in torno alla terra, 22 maggio 1963)
L Gordon Cooper Jr

”  Il B.AS.E. jumper è per quelle persone che hanno la testa sulle spalle,
bisogna farlo con la testa così si diminuisci anche il rischio.
Non è uno sport per gente un pò pazzarella, non è lo sport per loro”.
Emanuele Uli

Il volare da solo o in coppia come accadeva all’altoatesino Uli di solito accompagnato dal videomaker Dario Banana, con la consapevolezza  di dover postare le imprese su Facebook per esser seguito dai suoi fan e ricordiamo era considerato il miglior basejumper a livello mondiale, comunque durante le interviste che concedeva ai giornalisti, ricordava sempre a tutti che eseguire un’impresa aveva i suoi rischi e un minimo errore portava alla morte.
Ciò non gli impediva di volare ogni volta che voleva e assaporare la vita dall’alto, anche grazie al suo impegno come atleta. Per mantenersi Emanuele lavorava come lavapiatti in Svizzera, inseguendo il suo sogno con tenacia è riuscito   nel tempo  a guadagnare soldi e fama. Uli ha dimostrato che non si deve mollare, ma ritentare ogni volta e raggiungere l’obbiettivo prefissato.
Gli sport estremi mettono in luce il vero io di una persona.

” Quando raggiunsi i 300 piedi, compresi che il cielo sarebbe stata la mia casa.
Scesi dal veicolo con le stelle nei miei occhi”.
Geraldyn Cobb

“Finora non avevo veramente vissuto! … è nell’aria che si sente la gloria di essere uomo e di conquistare gli elementi. C’è una squisita fluidità da movimento e la gioia di planare nello spazio.” 
Gabriele D’annunzio

 

Qui il campione nelle sue prodezze è commovente e sbalorditivo, sembra un essere non di questo pianeta.  Guarda il video tu stesso e poi mi darai la tua opinione:

 

 

” Noi siamo quelli delle illusioni, delle grandi passioni.
Noi siamo quelli che Vedete qui!
Abbiamo frequentato delle pericolose abitudini e siamo vivi quasi per Miracolo,
grazie agli interruttori …
Noi siamo Liberi … Liberi
liberi di Volare
siamo liberi, liberi
liberi di sbagliare
siamo liberi, liberi
liberi di sognare
siamo liberi liberi
di ricominciare!”
I soliti
Vasco Rossi

Il senso della vita

Nel mondo ognuno ha un ruolo che può stabilire lungo il percorso della sua vita.
Tutti siamo portati a creare un mondo dove poter vivere ed essere felici.
La curiosità nella scoperta, nel migliorare, nell’andare oltre i propri limiti ha portato la società verso un senso della vita a porsi nuove sfide e nuovi risultati.
Gli uomini che hanno costellato questo articolo con le loro prodezze, con l’ingegno, con le scoperte o le invenzioni superando i limiti mentali e fisici hanno dato ricchezza ai posteri.

“Il senso della vita: Nulla è impossibile! ”
Lara Ceroni

Tutto ciò che una persona deve fare è credere nelle proprie potenzialità, non mollare al primo ostacolo e neanche ai successivi, ma essere al 100% convinti che i risultati arrivino così come la gloria.

“E’ una carica di adrenalina versata a gocce in un barile pieno d’amore”.
Lara Ceroni

Il sogno, la libertà, l’esplorazione, la curiosità hanno tutti un unico denominatore: la risposta!
La risposta è come la riconferma a domande poste in precedenza, che hanno fatto muovere una serie di situazioni fino a giungere al sogno di cercare di volare ed essere liberi in aria come gli animali, toccando perfino le nuvole come fanno gli aerei.
Creando quell’unione platonica tra l’uomo, Dio e la natura; in unico elemento chiamato: Infinito!

Lara Ceroni

26/05/2017

 

 

 

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