Videodrome di Cronenberg e la visione è solo per stomaci forti

Videodrome_poster_-deglianni-80-Film-Horror-e-Fantascientifico

Videodrome è un film che una volta nella vita bisogna guardare per capire se il mondo che state vivendo è cambiato o no. È un manifesto dell’horror ben architettato, è una visione onirica, un incubo all’Arancia Meccanica.

Visione inquietante

Regista-Sceneggiatore-David-Cronenberg

Regista-Sceneggiatore-David-Cronenberg

Videodrome è un film horror e fantascientifico del 1983, creato dalla fervida immaginazione di David Cronenberg che ne cura la regia e la sceneggiatura, è un vero manifesto cult degli anni’80 che fece scalpore, catapultando ancora una volta il regista nel sottile e fragile mondo tra realtà e visione onirico, come successe con il successivo remake La mosca del 1986.

Trama senza spoiler

Max Renn (James Woods) è il proprietario della piccola emittente privata Civic TV, che prospera offrendo ai propri telespettatori ciò che non possono trovare sui grandi network, ovvero contenuti pornografici o estremamente violenti. Nella ricerca di programmi di questo genere, Max entra in contatto con Videodrome, un’emittente pirata che trasmette immagini di torture per poi scomparire improvvisamente dopo pochi minuti. Attirato da questa frequenza, l’uomo comincia a cercare i suoi proprietari, finendo però per essere inghiottito da un vortice di violenza, morbosità e allucinazioni, parte di un’inquietante cospirazione su larga scala.

Ribaltamento delle prospettive

Film-Horror-e-Fantascientifico-Videodrome-1983

Film-Horror-e-Fantascientifico-Videodrome-1983

Videodrome ribalta le prospettive di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato vedere.
Lo fa con l’inganno.
La nostra curiosità ci porta oltre confine.
Molto spesso non ci basta vedere e dobbiamo indagare per scoprire le cose.

Al protagonista Max quanto è costato la curiosità dell’osservazione?

Tutta la sua esistenza, per un bene apparentemente più grande di lui.

Mala curiosità intellettuale voler fiutare dove si sa che c’è il puzzo”.
Ugo Bernasconi

Videodrome è una realtà cruda e violenta vista in un programma pirata, per eliminare una società malata verso la sessualità, dietro ad ogni inganno c’è il potere, l’uomo e le sue diaboliche sperimentazioni.

La realtà non mai quella che sembra.

Trasformare il mezzo attraverso il quale si sviluppa, si conserva
e si comunica la 
conoscenza, significa trasformare la conoscenza.”
Herbert Marshall MCLuhan

Quando vedi questo film cult la mente dello spettatore è bombardato di dati, idee, violenze di ogni genere, visioni surreali, capisci che una realtà così esiste tutt’oggi è solo forse più camuffata per certi versi, Cronenberg è stato un genio nella rappresentazioni, gli effetti speciali sono inquietanti, ma rendono perfettamente l’idea della gravità che la situazione vuole rivelare.
L’uomo che non è più in grado di essere una mente liberà, diventa strumento di guerra per terzi parti in lotta per il potere e il suo sacrificio apparente è il prezzo della libertà per l’umanità.

Le allucinazioni un vero mix di follia non dato dalle droghe, ma dalle immagini che provocano effetti di dipendenza al voyerismo sadico e mediatico giacché sono la spia snuff movie di violenze sessuali reali con morte in diretta. Tutto è molto inquietante!

“Tutti siamo scienziati pazzi, e la vita è il nostro laboratorio.
Tutti stiamo sperimentando per trovare un modo di vivere, per risolvere problemi, per convivere con pazzia e caos”. David Cronenberg

Film-Videodrome-scena-linseriemneto-della-cassetta

Film-Videodrome-scena-linseriemneto-della-cassetta

Videodrome è stato concepito quando al centro del divertimento c’era la televisione e le videocassette due mezzi con i quali l’uomo si apprestava ad impressionarvi gran parte delle sua vita per un lontano futuro, certe scene sembrano d’ispirazione aliena dove la vittima oltre essere soggiogata psicologicamente subisce un impianto alieno con l’inserimento di una videocassetta che si anima, quindi trasforma la vittima in una macchina da guerra che non sempre porta a termine il proprio lavoro. Nel film Videodrome, Max è ospite di un talk show televisivo incentrato sui media, in cui gli altri ospiti sono la conduttrice radiofonica Nicki Brand e il professor
Brian O’Blivion (gioco di parole; oblivion è la parola inglese per il termine oblio), singolare personaggio che rifiuta di apparire di persona e affida i suoi discorsi profetici sulla televisione a delle registrazioni video e i compiti assegnati. Max fa alcune scoperte decisive: scopre che O’Blivion è morto da quasi un anno e sopravvive solo sotto forma di migliaia di registrazioni dei suoi discorsi conservate dalla figlia, ma soprattutto viene informato da Bianca che il segnale su cui è trasmesso Videodrome causa lo sviluppo di un tumore al cervello che produce allucinazioni e alterazioni nella percezione della realtà.

Ken-il-Guerriero-anni'80

Ken-il-Guerriero-anni’80

Il film Videodrome, ricorda molto il manga poi diventato cartone animato e film
Ken il Guerriero, che arrivò in Italia in quegli anni era molto visto da bambini/e. Kenshiro, 64º successore della scuola di arti marziali “Divina Scuola di Hokuto“, l’Hokuto Shinken, è un maestro di arti marziali di una tecnica di combattimento che può causare effetti devastanti negli avversari o permettere il controllo sul corpo o la sua guarigione mediante la pressione opportuna in determinati punti (detti tsubo). Se inizialmente lo scopo di Kenshiro sembra solo la lotta per potersi ricongiungere con la propria fidanzata rapita, ben presto verrà rivelato che il ragazzo ha nelle sue mani il destino di coloro che sono scampati alla catastrofe.
Mentre, Max il protagonista di Videodrome non ha la stessa forza di Ken il Guerriero, la sua curiosità non salva il mondo, la sua ragazza Nicki Brand muore inutilmente a causa delle sue perversioni sessuali sadomaso, l’amico Harlan è il primo che lo tradisce, Max è un uomo solo.
Il corpo di Max non si rigenera come il corpo di Ken il Guerriero, ma la forza di entrambi è la conoscenza.

Film-Videodrome-1983

Film-Videodrome-1983

Veramente, guardare la televisione può causare il cancro?

A tal proposito ci sono pareri discordanti, l’ultima ricerca svolta dall’Università di Glasgow del 2018 realizzata dal professore Jason Gill e pubblicata su BMC Medicine, utilizza un campione di circa 390.089 di persone, che si trovavano davanti alla televisione, o difronte ad altri schermi di dispositivo elettronico durante il tempo libero. Si è dimostrato che la vita sedentaria e la poca cura del corpo possono causare un mal funzionamento dei movimenti corporei causati dalle malattie cardiovascolari e dal cancro.

“La maggior parte degli adulti, per loro stessa ammissione,
guarda la televisione «per divertimento».
La maggior parte dei bambini, pur trovandola divertente, guarda la televisione perché cerca di capire il mondo.” John Condry

Arancia Meccanica è pura violenza

Regista-Stanley-Kubrick

Regista-Stanley-Kubrick

Quando venne realizzato Videodrome le generazioni anni’80 rimasero scioccate e molti non riuscirono a dormire per le scene forti, ma non risulta esserci delle censure sul film horror, mentre quando uscì nelle sale cinematografiche Arancia Meccanica (A Clockwork Orange) è un film del 1971 scritto, diretto e prodotto da Stanley Kubrick, ebbe qualche problema.

Tratto dall’omonimo romanzo distopico scritto da Anthony Burgess nel 1962, prefigura, appoggiandosi a uno stile fantascientifico, sociologico e politico, una società votata a un’esasperata violenza, soprattutto nei giovani, e a un condizionamento del pensiero sistematico.

Il film Arancia Meccanica non ebbe il successo sperato, in Italia fu applicata la Legge che vietava ai minori di 18 anni di poterlo vedere, poi fu abbassato a 14 anni grazie alla sentenza del Consiglio di Stato, ma né la RAI e né la Mediaset vollero sfatare il mito di “tabù televisivo.

Tutto cambiò, il 25 settembre del 2007, quando venne proposto per l’ Italia lo speciale intitolato <<La meccanica dell’arancia>> condotto dal regista Alex Infascelli su LA7, con interviste inedite alla moglie di Kubrick Cristiane, a Jan Harlan – assistente di produzione di
«Arancia meccanica» e in seguito produttore esecutivo di tutti i film di Kubrick – al protagonista del film, Malcom Mcdowell e ad Anthony Burgess, autore del libro «A Clockwork Orange» da cui il film è tratto.

Spero, che siete tra quelli che come me hanno visto questa interessante puntata e siete rimasti svegli per vedere il film cult per intero senza censura.

Locandina-Arancia-Meccanica-1971-S.-Kubrick

Locandina-Arancia-Meccanica-1971-S.-Kubrick

Il titolo originale in ingleseA Clockwork Orange, trae origine da un modo di dire tipicamente londinese, il cosiddetto cockney As queer as a clockwork orange tradotto letteralmente come “Strano come un’arancia a orologeria“, originariamente utilizzato comunemente nell’East London. La frase indica qualcosa che appare normale e naturale in superficie come un frutto, in questo caso un’arancia, ma che cela in realtà una natura estremamente bizzarra e inusuale. L’esempio è dato dal protagonista del film, che essendo privato del suo libero arbitrio, esteriormente sembra un bravo cittadino ma in realtà è un automa della società.

Trama senza spoiler

Alexander “Alex” DeLarge (Malcolm McDowell), figlio di operai londinesi è un giovane delinquente eccentrico che passa la vita a compiere atti illegali, violenze di ogni genere anche a sfondo sessuale con i suoi fedeli Drughi, passano la maggior parte del tempo nel locale
Korova Milk Bar, dove si può consumare del latte più, ossia latte migliorato con mescalina e altre sostanze stupefacenti.
Quando viene arrestato, si presterà per un esperimento di riprogrammazione della mentalità, al trattamento Ludovico per la rieducazione.

La cura della violenza

 

Film-Arancia-Meccanica-Drughi

Film-Arancia-Meccanica-Drughi

Arancia Meccanica di Kubrick mette in evidenza una società malata, dedita al sesso, all’indifferenza, con risultati catastrofici pur cercando di curare le sue membra stanche.
In realtà, se hanno il seme della pazzia è difficile che vengano estirpati, anzi potrebbe causare effetti collaterali non conosciuti e bisogna stare attenti a non innescarli.

Videodrome di Cronenberg Vs Arancia Meccanica di Kubrick

Film-Videodrome-come-visione-VR

Film-Videodrome-come-visione-VR

Videodrome di Cronenberg, il protagonista Max è bombardato da immagini ultra violente, gli fanno utilizzare un casco per aver maggior attinenza e assorbimento è come i
caschi per i videogiochi (VR) moderni, solo che spesso questi ti portano in una realtà più bella.
La fantasia cinematografica non si distanzia quasi mai dalla realtà.

L’uomo che diventa un oggetto e l’oggetto che diventa carne, una catena che porta solo alla distruzione dell’uomo e alla vittoria della macchina robotica.

La violenza di genere è una piaga continua della società in ogni sua forma: rapina, sesso, maltrattamenti e nessun Governo riesce ad arginare il fenomeno, è una cellula cancerogena che alimenta la fantasia di scrittori, criminali, cineasti.

Alex-il-protagonista-viene-curato-con-il-trattamento-ludovico

Alex-il-protagonista-viene-curato-con-il-trattamento-ludovico

Arancia Meccanica di Kubrick è arrivato prima di Videodrome è stato l’antitesi alla violenza estrema sessuale.
La noia che provoca violenza ancora oggi (2019) è un tema ricorrente nei telegiornali e pure le cure nella realtà di una società malata non esistono, ma solo nella finzione filmica vengono inventate.
Alex il protagonista di Arancia Meccanica, viene curato in modo sperimentale con la violenza non proprio fisica, ma psicologica senza pensare che la mente crea meccanismi di difesa e non sempre ciò che sembra giusto ed efficace sia nella realtà così per tutti.
Le cure in questo film non sono la soluzione, ma solo il fallimento ad una realtà più grande.

Lo sguardo maestro a cui queste pellicole cult Videodrome di D. Cronenberg del 1983 e Arancia Meccanica di S. Kubrick del 1971, si devono rifare è la genialità indiscussa del film Psycho di A. Hitchock del 1960 che ha reso la paura un punto di forza nella trama creando intorno un alone di mistero, fascino, suspense talmente alto che molti cercano di emularlo nel miglior modo possibile.

Conclusione

Il mondo in cui viviamo, non è tanto cambiato da quando sono stati trasmessi i films Videodrome e Arancia Meccanica, i loro parametri non hanno dato seguito ad una società migliore, ma hanno creato dei veri mostri emulatori. Gli alimenti filmici o i libri spesso dovrebbero essere una spia al miglioramento, ma forse l’umanità non è d’accordo verso questa direzione.

24/03/2018

Lara Ceroni

2 commenti

  1. Ha menzionato due autentici capolavori. Complimenti per l’analisi

    1. Author

      Grazie Paolo per i bei complimenti.
      Mi fa piacere che la recensione comparata è stata apprezzata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *